Sdraiatevi su un prato, o su un letto, e chiudete gli occhi. Mettete in sottofondo Cosmic Love di Kitaro, isolatevi dal resto del mondo e girate il pensiero su questa frase di Proust, " l'amore ha come oggetto un corpo solo se in esso si fondono un'emozione, la paura di perderlo, l'incertezza di ritrovarlo". In una società "liquida" come la nostra, pensate di potere sottrarvi a questa equazione dell'inquietudine, dove le geometrie sensoriali non s'intersecano con il desiderio, o la proiezione della sua mancanza? Provateci. Magari appartenete al controcanto dei neostoici, i dissimulatori dell'esistente, quelli che non fanno una piega, nemmeno quando una voce gli spiega che bisogna rifare le cartine geografiche del Giappone, perchè per loro un sisma è solo un piccolo spostamento del proprio ombelico intorno a cui ruota l'ombrello dei pensieri, tutti volti al soddisfacimento del consumo, preferibilmente immediato, quello che fa tendenza e li proietta in un universo fantasmatico, dove le tentazioni vanno esaudite, con lo specchio delle brame a riflettere l'ego e i suoi veleni. Se poi siete sposati, chiudete gli occhi due volte. La prima per dimenticare di aver accanto un'immagine che va fuori campo ogni volta che accostate parole come felicità, passione, lasciando perdere la fusione che andrebbe a contaminare le zone residue del vostro cervello che ancora funzionano. La seconda vi dovrebbe servire a riorientare la vostra collocazione spaziale nella geotermia emozionale che vi siete conquistati nel talamo. Se rimanete freddi di fronte a un'ipotetica variabile di gelosia, allora potete salutare Wittgenstein e fare della vostra esperienza il vostro campo di battaglia, il vostro punto di osservazione. Avete già fottuto, o vi siete già fatti fottere dalle fate. Non andate a caso, visto che siete a casa, con gli occhi chiusi. Concentratevi sul vostro respiro in modo che diventi sempre più lento, un quasi nulla ontologico da cui partire verso dove volete. Scegliete un materiale. Lasciate perdere il vetro e il ferro che tolgono calore, optate per il legno, per le tonalità calde, anche in presenza di temperature tropicali. Entrate in uno stato di grazia, senza sottolineare in rosso l'inflessibilità delle virgole, o tutti quei punti su cui vorreste ritornare per spiegare, per aver ragione, per vedere se il modello funziona e voi governate la nave con o senza la vostra sirena.Con o senza il vostro principe. Sul pisello, o sul cestello, sarà solo una distonia neurovegetativa. Avete blindato la porta di casa. Non blindate i vostri sentimenti. Lasciateli andare alla deriva. Senza di loro potreste fare le valigie e partire per Lisbona, rifacendo a piedi Rua do Carmo per almeno tre volte, fino allo sfinimento. Esponetevi. Andate incontro alla nuda vita, senza che altri possano raggiungervi con quelle linguacce da rospi mediatici e salvifici. Entrate in sintonia con un'immagine minima, essenziale, e lasciatevi travolgere da questa immanenza erotica verso l'Altro. Non fate di un incontro una relazione tascabile. Fate di un bacio una rete solare che si propaga nella consapevolezza. Lasciate il coach e l'odalisca ai loro destini. Bruciate le menzogne con uno sguardo, e rompete l'amicizia se questa è falsa e si regge sulla dinamica del bisogno. Entrate in una costellazione di senso svegliando ogni senso su chi vi ama. Siate una rara occasione per vivere e farvi vivere. Mai un saldo, un contratto, qualcosa che alla fine crea una frattura tra il vostro destino e quello degli altri. Ricordate che un bacio non si compra e che alla fine, sarà l'immagine, una soltanto, a scrivere un nome nel vostro cuore. Non cercate il potere su chi amate. Un bacio e una carezza vi stanno già cercando.
Quel "Minimal" mi ricorda "Minima moralia": tutt'altro che minimalista.
RispondiElimina"Ricordate che un bacio non si compra". "Vengo a darvi ciò che non potete comperare: il coraggio per vivere, la fiducia per morire .." diceva un guru indiano, ormai dimenticato.
Sembra il messaggio lasciato in una bottiglia da un naufrago coraggioso, che non ha perso la speranza che qualcuno possa presto raccoglierlo.
Te lo auguro...
Tutti siamo naufraghi del nostro passato.
RispondiEliminaQui risuona potente il canto di Eros.
Eros è il genio della tua lampada,
Che si accende della sua stessa fiamma.
Eros non ha bisogno di auguri,
Come la fiamma che già brucia
Non ha bisogno di cerini.
Eros è parola che accende, ma non consuma.
Eros è freccia e bersaglio.
Arrivata alla fine il significato della scrittura si liquefa' come un colore versato in una bacinella d'acqua . Incantata seguo il movimento al rallentatore della china colorata che si disperde nell'acqua. Mi sento come quando mi risveglio da un sogno dove solo con il tempo riesco a ricostruire le immagini.
RispondiEliminaL'amore c'è se la paura di perdere l'altro diventa l'intensità di vivere un presente continuo dove ogni cosa è bella così com'è. In questo modo non c'è più bisogno di fottere le fate (o di essere fottuti da loro).