giovedì 31 marzo 2011

L'immagine dei tuoi occhi.

Portami via con te.Portami lontano da questa città. Portami in un quadro di Rembrandt.Portami dentro la luce di Tallin. Portami dentro di te sul filo teso di questa mattina che non ha voglia di aspettare la notte. Ho voglia che mi leggi, non solo di fianco, o di traverso, o in mezzo alle mie cosce, bianche come pagine di un libro che non hai ancora preso tra le mani.Ti voglio accompagnare mentre mi sfogli e mi scompagini come una matta funambola sull'orlo di un aggettivo che scivola nel freddo e si riscalda tra le pieghe delle mie labbra. Portami oltre le linee di questa stanza, davanti al portico illuminato a giorno, sotto le volte dei tuoi pensieri e dei tuoi colpi, prima che il sole affondi tra le nuvole. Portami fuori da me e fammi cadere nei tuoi occhi e poi aspettami, aspetta che ti trascini nella mia corrente, nel mio vortice d'amore mentre le fiammelle delle candele quasi si sfiorano sulle punte. Portami in un angolo del cielo e lasciami sospesa, che poi ti ricado addosso piena di baci, con il vento che ci fa da cornice e ci salta tra le gambe.Portami all'ingresso e poi rientra ancora per cento, mille volte. Tu l'hai già capito che io sono la lettrice e tu un giocatore degli All Blacks, dai non fare finta, l'aria da monella, da maschiaccio, è solo un vezzo che qui si ribalta. Lo sai che qui mi arrendo, mi fai tua prigioniera, senza ragioni di sorta, o salvacondotti.Portami via con te, che poi ci dividiamo per ritrovarci in sogno. Leggi dai miei occhi quanto ti amo, e come questo quanto non sia ancora abbastanza.Dai, portami via, ti lascio le lenti a contatto.Così non mi perdi di vista e mi vedi di sbieco, mentre mi addormento pensandoti chino su di me mentre mi facevi l'uovo alla coque. Portami in un quadro di Bosch, o nei giardini di Compton House,colami in un labirinto, ma portami via. Portami via. Con te.

1 commento:

  1. Come sempre la tua scrittura diventa musica. Il ritmo si fa fin dalle prime batture, incalzante...quasi un Bolero ma più esplosivo e soprattutto più veloce anche se ugualmente accorato. Anche l'immaginario visivo che scateni è forte fin da subito. Non consenti pause. Catturi e basta. Chi legge si sente travolto in un'ascesa circolare che ritorna e si amplifica più volte fino a stopparsi. Ho rivisto leggendoti certi quadri di Chagall e come lui si dipinge staccandosi dal suolo nel desiderio di lei.
    L'ultima parola che si legge invita a ripenetrare la scansione di ciò che è stato letto come se non esistesse un inizio ma solo un grido che modula il desiderio profondo di fondersi e volare insieme all'altro. E ciò che è stato letto non si dimentica...ti cattura e resta come se il ritmo incalzante invitasse ad aprire una danza.

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