Viaggiare dentro noi stessi, scrive Paolo. A Sestri Levante, o a Ravenna.Ieri ho fatto un viaggio con Mariza. A Lisbona. Accompagnato dalla sua voce, la più bella voce del fado portoghese in questo momento, la vera erede di Amalia Rodriguez. Una voce calda, inconfondibile, inimitabile. Basta ascoltare un brano come "Chuva" per dire che Fernando Pessoa, il mitico creatore degli eteronimi dei suoi romanzi, aveva ragione quando scriveva che per viaggiare basta esistere. Io viaggio tutti i giorni in mondi che non mi appartengono, in angoli che nessuno conosce, e lascio che il mio corpo prenda possesso dell'immaginario per disegnarvi mappe indecifrabili, un labirinto dove solo la tua mente sa dove puoi trovare l'uscita e incontrare gli occhi di Arianna perchè riflessi negli occhi di una donna non trovi l'eco che ti rimanda una qualunque tua immagine, ovattata dagli eventi di questo mondo frastagliato, ma la conferma di condividere anche un solo attimo, un pensiero, un bacio, una nuvola che si scioglie contro tutte le tessitrici o i tessitori che intorno a te vorrebbero creare nodi e fili spinati. Ogni Teseo deve avere la sua Arianna per muoversi tra i dedali delle vie crucis, o degli angoli paradiso che ci offre il giorno, o il momento e l'occasione. Ogni Arianna deve avere il suo Teseo, il guerriero che porta luce nella penombra inconfessata delle proprie paure. Per questo motivo più che i luoghi, contano le persone. Distesi tra i fili d'erba di una radura, si creano spazi emozionali di una bellezza eterea e divina perchè si è al di fuori di ogni progettualità di consumo.Baciati dal sole, leggiamo sulle labbra dell'altro le onde che ci attraversano e che ci scivolano addosso, lasciando cadere tutte le altre suppellettili. In questo modo usciamo dalle classifiche e dal target dell'ultima ora.Impariamo a ri-conoscerci, scartiamo l'involucro e tagliamo fuori il circuito.Il calcolo che ti fa cadere a occhi aperti dentro altri rapporti. Ma questo l'ha scritto Philippe Sollers. Che ne dite di un week end tra le colline del Monferrato? Passare attraverso l'immagine rettangolare dei suoi paesaggi, e assaporarne le linee curve e morbide, come i fianchi di chi vi sta accanto.Insomma uscire da una superficie e vibrare sullo sfondo di un'immagine non ancora scritta.
Monferrato? Perché no?
RispondiEliminaNon lo conosco, ma questo può essere un motivo per andarci.
Un Mon-ferrato immaginale...